Noi abbiamo fatto la nostra parte per le casse cantonali.

Mentre il preventivo faticava a nascere, riconfermando la volontà di ridurre prestazioni e servizi, abbiamo saputo che l’autodenuncia esente da pena (comunemente chiamata mini amnistia fiscale federale) ha permesso di far rientrare nelle casse cantonali e comunali più di 200 milioni e questo solo nel 2015 e 2016.

A denti stretti il direttore del Dipartimento dell’economia e delle finanze ha dovuto presentare i conti. La mini amnistia federale è stata un successo perché è stato accolto il ricorso al Tribunale Federale contro il tentativo dei partitoni, vecchi e nuovi, di adottare un’amnistia cantonale con lo sconto del 70% sul dovuto al fisco per chi autodenunciava patrimoni e redditi evasi, ciò che avrebbe fatto perdere alle casse cantonali e comunali ben 141 milioni negli ultimi due anni.

Come Coordinamento donne della sinistra siamo particolarmente soddisfatte, non solo perché abbiamo creduto e sottoscritto il ricorso al Tribunale federale, ma ancora di più perché oggi, alla luce del risultato, non si giustifica in nessun modo il tentativo di ridurre prestazioni ai cittadini proprio da parte di chi avrebbe sacrificato risorse importanti per il nostro Cantone.
È un atto di giustizia votare contro i tagli alle prestazioni sociali per le famiglie, ai servizi di cura a domicilio di cui beneficiano gli anziani, all’indebolimento della giustizia e a una riforma delle imprese lll considerata insostenibile addirittura per alcuni importanti esponenti di destra.

Ornella Buletti
Gina La Mantia
Pepita Vera Conforti
Rosemarie Weibel
Coordinamento donne della sinistra

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