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Il corpo delle donne: una serata di successo
Dialogo serrato e interessante tra l´autrice e il pubblico

La sala del cinema LUX di Massagno si è riempita di donne e uomini di ogni età per assistere alla prima proiezione svizzera del documentario di Lorella Zanardo, Marco Malfi Chidemi e Cesare Cantù. Una serata densa, attenta e partecipe. Due ore in cui le persone in sala e Lorella Zanardo, a sorpresa accompagnata dal montatore del documentario e responsabile del progetto di formazione ai media nelle scuole Cesare Cantù, hanno dialogato si sono interrogate/i, indignate/i, anche arrabbiate/i per una rappresentazione di uomini e donne che svuota la persona di significato, riducendola a un involucro vuoto.

Qualche foto in bianco e nero, per una serata piena di colori.

Il Ticino non è Italia, non produce prodotti televisivi degradanti e umilianti per le donne. Ma i ticinesi e le ticinesi sono cresciute anche con le reti televisive italiane, pubbliche e private e anche per questo non possiamo chiamarci fuori. Quel flusso di immagini che gli autori hanno condensato in 25 minuti provocando scalpore e sconcerto è pure parte del nostro  panorama televisivo e in un certo modo siamo chiamate/i a confrontarci

Introduzione di Pepita Vera Conforti (vale il testo letto in sala)

Benvenute a tutte e tutti a questa serata speciale, con un’ospite che da tempo aspettavamo.

In fondo sono contenta che sia arrivata proprio in questo periodo perché questo è un anno importante per la storia delle donne svizzere: è l’anniversario del quarantesimo del suffragio femminile direi finalmente universale, del trentesimo del voto costituzionale sulla parità, 20 anni dello sciopero delle donne ( e qui si sovrappone anche la mia storia e quella di tante di noi) e quindici anni dall’entrata in vigore della legge federale sulla parità fra donna e uomo.

I diritti faticosamente e tardivamente conquistati sono stati un passo fondamentale. Ma ancora molto resta da fare, anche se in confronto a altri paesi più precoci possiamo vantare un consiglio federale a maggioranza femminile.
Talvolta oggi quella che doveva essere la libertà nelle scelte nella professione, la libertà sessuale, la libertà nell’affermazione della propria personalità viene confusa con la libertà di gonfiarsi seno e labbra, di diventare, come affermava Lidia Ravera nel numero di domenica del Caffè riferendosi all´intraprendenza delle giovani ragazze della corte berlusconiana, “magnaccia di se stesse” .
Personalmente la mia generazione di fronte a questi nuovi fenomeni ha una sensazione di inadeguatezza, una certa di paura di sembrare moraliste, anzi “bacchettone”. Per cui spesso tace (non sempre, a dire il vero).
 
Poi a un certo punto è arrivato qualcosa che ci ha risvegliate, che ci autorizza.
Nel mio caso è successo nel settembre 2009 quando ricevo da una compagna sudamericana molto impegnata sul fronte femminista e sociale una mail con soggetto “El cuerpo de las mujeres”. Curioso nel sito in lingua spagnola, e già mi piace il nome del sito “REBELION” scoprendo per la prima volta il video della Zanardo (in quel caso sottotitolato in spagnolo).
Si apre un mondo: allora si può dire? non sono la sola a pensare che a uno stereotipo di femminilità remissiva se ne sta sostituendo un altro, altrettanto potente e coercitivo, ma altrettanto dannoso per tutte noi, sdoganato nel nome della libertà femminile. Ci si può interrogare sulla povertà dell’immaginario di parte del mondo maschile.
Finalmente ci si può indignare, non per pudicizia moralistica ma per salvaguardare il valore della dignità personale delle donne, ma anche di molti uomini.
 
È quindi un grande piacere avere con noi questa sera l’autrice Lorella Zanardo accompagnata da Cesare Cantù che con Marco Malfi Chindemi hanno costruito con pazienza, visionando durante un mese di inverno ore e ore di trasmissioni televisive (ca.400 ore, quelle che in media consuma un italiano all’anno) un documentario che vedremo tra pochi minuti. Un documentario che ha fatto il giro del mondo sul web attraverso il passaparola, fino ad imporsi agli schermi televisivi, in particolare sul La7, non solo come fenomeno mediatico ma come discorso di cultura, come svelamento di un disagio e di un non detto.
 
Vorrei ricordare che questa serata è organizzata dal Coordinamento donne della sinistra, dalla rivista mensile Confronti, che già nel mese di dicembre 2009 ha intervistato l’autrice e dal gruppo donne dell’unione sindacale svizzera, la sua sezione Ticino e Moesa, la cui presidente, la giornalista Françoise Gehring con me condurrà la discussione con l’autrice e con voi dopo la visione del documentario.
Molte sono le donne che non hanno potutto esserci, e scuso Pelin Kandemir Bordoli che ha tenuto i primi contatti con Lorella Zanardo e che per motivi di lavoro non ha potuto essere con noi.

Prima di proiettare il documentario vorrei porre una domanda a Lorella Zanardo: cosa l’ha spinta a imbarcarsi in quest’avventura, quel teorema del tram 94 di cui parla nel libro omonimo al documentario?

Stiamo cercando di produrre il documento sonoro, almeno di parte delle considerazioni di Lorella Zanardo e Cesare Montù. Per ora buona visione delle fotografie della serata

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