CI SIAMO ANCHE NOI

VUOI LA NEWSLETTER?

Se desideri ricevere le nostre informazioni, iscriviti alla newsletter del Coordinamento donne della sinistra - Registrati ora!

CONTATTO

Non esitare a scriverci

ANCHE PER TE
Le riunioni del Coordinamento si svolgono generalmente almeno una volta al mese al ristorante Casa del Popolo di Bellinzona. Tutte le donne interessate sono invitate a parteciparvi.

IL CORPO DELLE DONNE

PIANIFICAZIONE OSPEDALIERA

Stiamo a guardare, ma non troppo!
A chi è in mano il futuro della nostra salute?
Condividiamo la posizione del PS

SPOT CONTRO LA TRATTA

Non siamo merce!
Stop al traffico di esseri umani.

Guarda lo spot


ELEZIONI2015
Fra paure e stereotipi
Usa il tuo voto, rafforza la rappresentanza femminile
Maricarmen Losa
L’alternativa? Per le donne c’è
Usa il tuo voto, rafforza la rappresentanza femminile
Il PS per le famiglie e le pari opportunità
Sonja Giussani Gotti
LE DONNE E LA SOCIETÀ
Non schiave, ma protagoniste!
Lavorare o occuparsi della famiglia?
Aperitivo elettorale 6 febbraio 2015
Fra paure e stereotipi
di Sonja Crivelli
Parlare di educazione significa toccare un soggetto che ci concerne tutte e tutti .
Questo non vuol dire però che tutte e tutti sono competenti nel parlare di pedagogia, di psicologia evolutiva o altro ancora.
La polemica di oggi è attorno alle esperienze di educazione definita di gender. Il CdT ha presentato, alcuni giorni fa, due interessanti pagine di approfondimento e un articolo di Marcello Foa. Il gioco del rispetto è il nome del percorso pedagogico alla base degli articoli.
Mi permetto di contrastare alcune affermazioni perché, a mio parere, allarmanti e poco attendibili.
Il gioco del rispetto, come altre iniziative analoghe sia in Italia che in molti altri paesi di Europa, ha l’obiettivo di trasmettere il concetto della parità tra le persone. Lavora sull’abbattimento degli stereotipi sociali.
Già negli anni ’70, Elena Giannini Belotti aveva segnalato come l’educazione e le istituzioni contribuiscono al condizionamento della bambina: un segnale alle famiglie e alla scuola.
L’autrice sosteneva che il ruolo all’uno o all’altro sesso viene assegnato addirittura prima della nascita e in seguito attraverso i giochi, i divieti o le libertà. L’atteggiamento educativo delle insegnanti e dei genitori, i libri di testo, i contenuti scolastici rinforzano le diversità dei ruoli fino a determinare le scelte professionali e di vita. Decidono anche i rapporti di forza tra la donna e l’uomo, la superiorità maschile che può sfociare in violenza perché considerata legittima.
Obiettivo delle iniziative pedagogiche che tanto creano scalpore è quello di aiutare le bambine e i bambini a crescere in un mondo culturalmente diverso, dove il dialogo e la comprensione reciproca sono la base del vivere insieme perché non esistono qualità “maschili” contrapposti a qualità “femminili”. Esistono le persone, una diversa dall’altra, con sentimenti ed emozioni che non vanno messi in categorie.
E’ necessario partire dai piccoli della scuola dell’infanzia, quando attraverso il gioco ci si esprime liberamente e ci si confronta.
Si dice, gridando allo scandalo che i bambini si toccano. E’ vero: le piccoline e i piccolini imparano a conoscersi e a conoscere se stessi anche con il contatto perché spontaneo e non malizioso. Si travestono e si divertono in questo gioco di scambio, da sempre.
E’ difficile capire i timori espressi con virulenza dalle voci oppositrici alle esperienze in atto, voci che danno l’impressione di confondere l’educazione alla parità con l’educazione sessuale, che accusano le insegnanti di cancellare le identità femminili e maschili, come se vi fosse un’esaltazione dell’omosessualità. E’ pur vero che la nostra società non ha ancora ben digerito la visibilità delle coppie omosessuali ma questo non giustifica tutto quanto si dice contro Il gioco del rispetto o le iniziative analoghe.
Le paure possono fare brutti scherzi come a quel padre che, molto arrabbiato è andato alla scuola di suo figlio per denunciare la docente che aveva affermato che vi sono uomini che mettono la gonna. La preside ha spiegato che, durante la lezione di geografia, si era parlato anche di cultura e si era detto degli uomini scozzesi e di quelli degli Emirati arabi. Vi è poi stata un’allieva che aveva aggiunto a questi uomini i sacerdoti quando dicono la messa, i padri cappuccini, i vescovi e il papa.
 
 

                                                           Sonja Crivelli – candidata POP al G.Consiglio

apparso su CDT marzo 2015

Stampa questa pagina