Sicurezza di genere

Sicurezza di genere

Sicurezza: cosa significa per la donna oggi? Quale forma dovrebbe avere?
E’ sicuramente quella di poter muoversi senza paura, sentirsi libera in ogni luogo, ad ogni ora e anche di notte. E questo per la donna di ogni età. Una sicurezza che non viene data perché la nostra società, ancora troppo maschilista e intrisa di stereotipi, non lo permette pienamente e ovunque. Le telecamere di videosorveglianza non bastano e nemmeno i rinforzi alla frontiera o nel corpo della polizia.

La donna chiede infatti di poter di poter vivere in una società rispettosa di tutte e tutti, una società dove la convivenza è costruita nel quotidiano, in ogni contesto sia esso lavorativo, culturale, ludico o sportivo. E’ il cambiamento culturale che potrà permettere il rispetto di tutte e tutti, di ogni identità.

Ma è anche il risultato di quanto si fa a partire dalla più tenera età. E qui la scuola ha una grande responsabilità. E’ risaputo che l’identità di ognuna e ognuno si costruisce con i modelli culturali e l’educazione. La scuola è pertanto uno dei luoghi privilegiati dove dare vita a un processo di cambiamento incisivo nelle relazioni tra i generi.
Ma la volontà politica e istituzionale non sembra ancora cogliere questa sfida culturale.
Eppure vi sono un po’ ovunque, in Svizzera ma anche all’estero, programmi o indicazioni di obiettivi, documenti didattici, studi e cattedre universitarie sull’educazione di genere.
E’ pertanto urgente dare un segnale forte alle insegnanti e agli insegnanti di ogni grado, dalla scuola dell’infanzia al liceo e alle scuole professionali affinché diventino sensibili e attenti a non veicolare più modelli stereotipati, a stimolare il dialogo tra le bambine e i bambini, le ragazze e i ragazzi, le giovani e i giovani. Al di là di iniziative individuali o locali, non sembra esistere per ora nessuna indicazione ufficiale che abbia come obiettivo la parità di genere.

E’ urgente più che mai la promozione di una politica cantonale di programmi di insegnamento e di materiale didattico non sessista, senza più modelli maschili e femminili stereotipati: una volontà politica di formazione delle insegnanti e degli insegnanti e che fa della scuola di ogni grado la palestra del rispetto e della condivisione.
Solo con un vero cambiamento e un forte impegno, a partire anche dalla scuola, possiamo sperare in un mondo dove donne e uomini potranno costruire assieme, fianco a fianco, una società rispettosa e solidale e dove le donne si sentiranno libere e sicure ovunque.

Sonja Crivelli
​candidata ala Gran Consiglio MPS-POP-indipendenti

Apparso sui quotidiani febbraio 2019

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