le Granconsigliere Giulia Petralli, Boscolo – Buri – Mossi Nembrini – Valsangiacomo interrogano il Consiglio di Stato per sapere come valuti la situazione della parità di genere nel Cantone e quali misure concrete intenda mettere in atto per colmare le lacune ancora esistenti.
Infatti, “A trent’anni dall’entrata in vigore della Legge federale sulla parità dei sessi (LPar), la piena uguaglianza tra uomini e donne in Svizzera rimane un obiettivo lontano. Sebbene siano stati fatti timidi progressi in termini di rappresentanza femminile nelle istituzioni e nella sensibilizzazione sulle tematiche di genere, le disparità persistono in diversi ambiti chiave: dal gender pay gap alle difficoltà di conciliazione tra lavoro e vita familiare, fino alla scarsa presenza delle donne nei ruoli decisionali. Anche in Ticino, la situazione non è diversa e richiede un impegno concreto da parte delle istituzioni
e del settore privato.”
Le interroganti pongono quindi le seguenti domande:
1. poiché molte aziende ticinesi non rientrano nell’obbligo federale di analisi salariali, il Governo sta valutando misure più vincolanti, come certificazioni salariali obbligatorie o incentivi per le aziende
che garantiscono parità retributiva?
2. A che punto è il progetto pilota in ambito di controlli della parità del settore delle commesse pubbliche? Quante aziende sono state controllate, quali i risultati? Il progetto continua?
3. Come valuta il Governo la presenza femminile nei ruoli decisionali dell’amministrazione pubblica e delle aziende partecipate dal Cantone? Quali dati sono disponibili in merito?
4. Esistono politiche attive o misure concrete per incrementare la rappresentanza femminile, al di là delle iniziative volontarie?
5. Il Ticino ha ancora un’offerta limitata di congedi parentali e servizi per l’infanzia: sono previsti investimenti strutturali per migliorare queste misure?
6. Il Governo intende intervenire sui costi elevati dei servizi di cura per l’infanzia, che penalizzano soprattutto le donne e ne condizionano la partecipazione al mercato del lavoro?
7. Sono previste agevolazioni fiscali o incentivi per le aziende che adottano modelli di lavoro più flessibili e favorevoli alla conciliazione tra vita professionale e familiare?
8. Quante aziende in Ticino hanno aderito al progetto “PMI Azione +”? Come si intende raggiungere le aziende che fino ad oggi non hanno usufruito del progetto?
9. Sono previsti dei controlli in merito allo svolgimento delle formazioni interne in ambito di mobbing e molestie presso le PMI?
10. Il Governo ritiene adeguati gli attuali meccanismi di tutela per le vittime di molestie e discriminazioni o considera necessario rafforzare le sanzioni per i datori di lavoro che non
rispettano la LPar? Per esempio per chi non dispone di una persona di fiducia. In generale, sono previsti aggiornamenti normativi o miglioramenti?
11. Sono in programma ulteriori campagne di sensibilizzazione rivolte alle aziende per prevenire e contrastare molestie e discriminazioni in ambito lavorativo?
12. Il Ticino è disposto a sperimentare politiche più ambiziose rispetto alla normativa federale, per superare le attuali lacune e accelerare il cambiamento in merito alla parità?
Accesso all’interrogazione 50.25 integrale del 02.04.2025: ti.ch/parlamento

