Marcia civile per Aleppo – 8 marzo 2017
Di cosa si tratttava?
Nel 2016 la Siria (in particolare Aleppo) viveva una grave crisi umanitaria. Il Coordinamento delle donne della sinistra, assieme alle Gran Consigliere, mostrò il proprio sostegno aderendo alla marcia civile per Aleppo, una marcia pacifista contro la violenza su donne, bambine e bambini in viaggio.
Scrivevamo allora:
“Parte il 9 marzo anche da Bellinzona la marcia civile per Aleppo partita da Berlino. Iniziativa a livello ticinese promossa dal collettivo Harraga e sostenuta dalle Donne per la Pace e dall’associazione Firdaus.
Una marcia che vuole ricordare che sono persone come noi coloro che fuggono dai teatri di guerra e dall’estrema povertà.
Una marcia che ripercorre in direzione contraria le orme di donne, bambini, uomini feriti nell’animo e nel corpo ma che ancora hanno speranza.”
E così continuava il comunicato stampa:
“Amnesty International denuncia da tempo la violenza che i migranti subiscono nel loro viaggio da parte di trasportatori, trafficanti, gruppi armati, centri di detenzione in Libia (nonostante gli accordi con le nazioni unite): pestaggi, violenze sessuali, stupri di gruppo, torture e sfruttamento.
A inizio 2016 un nuovo rapporto di denuncia sui rischi di violenza sessuale e di genere per le donne rifugiate in transito in Europa viene pubblicato dall’Agenzia ONU per i Rifugiati (UNHCR) dove si propongono delle misure di protezione per le migranti, tra cui:
- Stabilire un sistema di risposta coordinata per la protezione di donne e bambine all’interno dei confini e nelle aree di confine;
- Prendere coscienza dei rischi associati alla protezione di queste persone, dislocare personale sul campo e mettere in atto procedure specifiche per prevenire, identificare e rispondere alla violenza sessuale e di genere;
- Assicurare una risposta alla violenza sessuale e di genere in modo tale che non ponga ostacoli alle donne nella denuncia di episodi di violenza, come pure garantire l’accesso a servizi competenti e professionali;
- Prevedere canali legali di accesso alla protezione, specialmente per donne, bambini e vittime di violenza sessuale e di genere, compreso il ricongiungimento familiare, e considerare questi rifugiati con bisogni specifici come prioritari nelle opportunità di reinsediamento e ricollocamento.”
Richieste più attuali che mai…
Accesso al post dell’azione: Marcia civile per Aleppo: Ricordare la vulnerabilità di bambine e bambini in viaggio con le orme disegnate


