Attivarsi

Ruth Dreifuss – Essere umani è la cosa più importante – Naufraghi, 19 Agosto 2026 – Pepita Vera Conforti

In questa intervista a Ruth Dreifuss da parte di Pepita Vera Conforti, le due interlocutrici affrontano temi quali il riconoscimento dei ticinesi che hanno aiutato la resistenza italiana – gli Stati sono riluttanti a riconoscere che c’è gente che non rispetta la legge per motivi morali. Ma ogni stato deve chiedersi in modo permanente quali sono le conseguenze di legge e autorità, perché ogni decisione politica ha anche effetti contrari, ci sono sempre delle vittime.
Oggi è importante la mobilitazione di e per i gruppi che sono o potrebbero diventare vittime, come gli stranieri e le donne. Ci sono degli strumenti, anche di diritto internazionale, come la Convenzione di Istanbul, o la collaborazione con l’Alto commissariato dei rifugiati, possiamo darci da fare perché questi strumenti vengano effettivamente utilizzati.
Per quanto concerne l’iniziativa per la neutralità, Ruth Dreifuss ci spiega come la neutralità imposta alla Svizzera a suo tempo dalla Conferenza di Vienna e come la vorrebbe l’UDC, che con la sua iniziativa ne fa un mito, oggi è una neutralità immorale, perché non distingue tra aggressore e aggredito, e in questo senso anche in contrasto con l’odierno diritto internazionale.
Al di là di tutte le preoccupazioni di come va il mondo, è anche importante essere felici – non lasciamo che le preoccupazioni oscurino la vita familiare, la possibilità di educare bambini nella gioia e nella costruzione di una vita indipendente e responsabile. Lasciamoci ispirare da Rosa Luxemburg, che anche dalla prigione ha scritto di come è bello il sole, la luce, avere degli amici, la natura. La felicità e la speranza sono condizioni per poter essere attive e attivi.

NdR: in italiano – ed è anche un nostro consiglio di lettura -, vedasi Rosa Luxemburg, Un ardente desiderio di primavera – Erbe, animali e cieli nelle lettere dal carcere – Edizioni Casagrande 2025, A cura e traduzione di Danilo Baratti e Patrizia Candolfi, dalla cui copertina è tratta l’immagine in evidenza