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In occasione delle iniziative proposte da Generando il Coordinamento donne della sinistra ha raccolto alcuni libri e giochi di società da sperimentare assieme a bambine e bambini, giovani e professioniste/i dell’educazione. Infatti libri e giochi si indirizzano ad un pubblico dai 3 fino a 99 anni, permettono di espolorare mondi inclusivi, danno il coraggio di uscire dagli schemi di ruoli stereotipati che bloccano le persone nelle loro scelte di vita.
Se già fin da piccoli si abituano bambini/e a sentirsi liberi/e di essere come più desiderano, offrendo modelli diversificati, si avrà più probabilità di veder crescere persone adulte forti, libere da condizionamenti, autodeterminate e rispettose.

L’appuntamento è per domenica 10 marzo 2024, dalle ore 15.30 alle 18.30: iscrivetevi a coordinamento@ticino.com

Naturalmente stereotipato
Alcune opinioni discriminanti sono così radicate da sembrare quasi “naturali”, ma non è così! Si formano in un contesto culturale costruito anche dai giochi, i libri, le immagini in cui viviamo.
È proprio per questo che già nel 1979 la Convenzione sull’eliminazione di ogni forma di discriminazione nei confronti della donna identifica proprio negli stereotipi e pregiudizi uno degli elementi fondanti della discriminazione, affermando all’articolo 5. che “al fine di modificare gli schemi e i modelli di comportamento socio-culturale degli uomini e delle donne e giungere ad una eliminazione dei pregiudizi e delle pratiche consuetudinarie o di altro genere, che siano basate sulla convinzione dell’inferiorità o della superiorità dell’uno o dell’altro sesso o sull’idea di ruoli stereotipati degli uomini e delle donne”.

Da tempo sono in atto campagne e denunce contro le forme stereotipate veicolate dalla pubblicità, ad esempio vedi le campagne di Hella Network, che, seppur in modo timido, stanno incidendo anche su ciò che viene veicolato attraverso questi mezzi. Pertanto le pubblicità tendono ancora troppo spesso a presentare in modo palese, ma anche in modo più insidiosamente nascosto, forme di discriminazione attraverso la rappresentazione di donne sempre in ruoli tradizionali, donne sessualizzate, modelli femminili che rispondono a canoni considerati desiderabili (spesso grazie a photoshop), donne multitasking.
Il peggio è però riservato alla pubblicità di prodotti per bambini e bambine, che tendono a veicolare stilemi comportamentali fortemente codificati. Basta guardare i cataloghi o le pubblicità durante il periodo natalizio per farsi un’idea. I giochi per i ragazzi sottolineano la forza, la destrezza, il coraggio, l’avventura, la competizione, attitudini proattive che fanno dei giovani uomini in formazione i protagonisti della scena pubblica.
E per le ragazze? Giochi rigorosamente rosa confetto (proibiti per i bambini), che richiamano la cura, la pazienza, la concentrazione, la piacevolezza, la creatività, caratteristiche che preparano le giovani a mettersi al servizio e a compiacere.
È proprio “naturale” scegliere un set di trucchi per bambine?

Orchi e principesse
Per quanto riguarda i racconti e le favole gli aspetti che entrano in gioco e forniscono strumenti per esplorare emozioni come la paura, la gioia, la tristezza e la felicità, e imparare come affrontare situazioni difficili e di conflitto. Proprio per questo anche le fiabe cosiddette tradizionali nel tempo si sono trasformate. Nessuno racconterebbe la versione delle fiabe dei fratelli Grimm del 1812, dove ad esempio Biancaneve non viene romanticamente svegliata dal bacio del principe. L’innamorato, infatti, si fa consegnare la bara di cristallo dai sette nani e la fa trasportare nel proprio castello, per poterla rimirare per l’eternità. Qui i servi, stufi di dover accudire la fanciulla morta, iniziano a maltrattarla e a prenderla letteralmente a calci: grazie a uno di questi calci, Biancaneve sputa il pezzo di mela avvelenata e si risveglia.
Quindi adattare, modificare, riscrivere e reinventare per rispondere in modo più vicino alla realtà delle bambine e dei bambini è un processo sempre presente nella storia della letteratura infantile e anche oggi siamo autorizzate/i a esplorare le emozioni trovando soluzioni femministe.
Il patriarcato ha utilizzato ogni forma sociale, politica e culturale per mantenere le forme di oppressione delle donne e oggi reinventare storie e giochi è fondamentale per riorganizzare una società paritaria.
Quindi gli orchi possono fare meno paura, le principesse non hanno più voglia di vestirsi di rosa e i principi possono voler cambiare mestiere. Negli ultimi anni sta nascendo un’editoria che offre sul mercato giochi e letture che escono da stereotipi di genere.

Proviamo assieme a giocare e leggere senza stereotipi!