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Il Coordinamento donne della sinistra ha preso conoscenza dell’ennesimo evento volto a disseminare odio e mala informazione in merito a tematiche sensibili quali il genere. Il Coordinamento invita le persone interessate ad approfondire l’argomento scegliendo altre tipologie di eventi informativi.

Dal 1993, il Coordinamento donne della sinistra è attivo sul territorio con lo scopo di analizzare, discutere e sensibilizzare in merito a tematiche riguardanti la parità tra uomo e donna. Così come altre realtà femministe, anche il Coordinamento non si prefigge tra i suoi obiettivi l’abbattimento del genere maschile o l’imposizione a uno e all’altro individuo il suo orientamento sessuale.
Spiace quindi constatare come una certa destra cattolica e conservatrice tenti continuamente di sminuire le rivendicazioni femministe di uguaglianza e libertà appellandosi alla cosiddetta “teoria del gender”. Una teoria che di fatto non significa nulla, come nulla significa il titolo dell’evento che si terrà questa settimana da Gianfranco Amato “Come mi sento oggi? Gli errori della teoria del gender tra i banchi di scuola”.
Una teoria che di fatto nemmeno esiste. Le persone competenti in materia, infatti, utilizzano il termine “genere” per indicare gli studi di genere (gender studies), non una teoria. Da tali studi, è emerso che il concetto di uomo e donna va oltre il mero aspetto biologico: fondamentale è prendere in considerazione anche il contesto culturale e storico, in cui gli uomini e le donne si trovano. Le ricerche condotte evidenziano, infatti, che il ruolo di una persona nella società, il lavoro, i compiti, il salario, non sono determinati da cromosomi e organi genitali. In tal senso, le femmine possono diventare scienziate, elettriciste, astronaute, calciatrici; i maschi, ballerini, casalinghi, maestri di asilo nido, segretari. Gli studi di genere hanno dimostrato che, oltre al sesso biologico, esistono norme, usi e costumi socialmente e culturalmente associati al genere maschile e femminile. Infrangerli è difficile, non perché la biologia lo impedisca, bensì perché l’identità e il ruolo di genere si basano su rigidi schemi e regole sociali e culturali, mutevoli nel tempo, che influenzano l’appartenenza al mondo maschile o femminile.

Nulla a che vedere, quindi, con quello che i no-gender sostengono essere la “teoria gender”, ovvero una sorta di piano malefico che si prefigge quale obiettivo la distruzione della famiglia tradizionale in primis e, più in generale, il ribaltamento dell’ordine naturale delle cose. Mezzo per raggiungere i precitati obiettivi sarebbe, ovviamente, la scuola – nel suo senso più ampio, lo Stato – segnatamente attraverso programmi di educazione sessuale e affettiva caratterizzati dal promovimento – a loro dire – di comportamenti perversi e “contronatura”.

A fronte quindi dell’ennesimo tentativo di mistificare il tema, ben vengano, allora, i corsi di educazione sessuale e affettiva, le manifestazioni di sensibilizzazione sul tema (si pensi alla nostrana Generando), ben vengano mostre come Queer (vincitrice, tra l’altro, del Prix Expo 2021), affinché ognunƏ conosca meglio il proprio corpo, impari ad accettarlo, rispettarlo e ad amarlo, impari a darsi e a dare piacere, impari a nominare le emozioni, a esprimere i sentimenti, a governare i conflitti, a prendersi cura di sé e deƏ altrƏ. Ad amare sé stessƏ e Ə prossimƏ.

Il Coordinamento donne della sinistra invita quindi chi è interessatƏ ad approfondire il tema del genere e della parità facendo appello a eventi informativi, evitando quelli distruttivi.

Coordinamento donne della sinistra

Comunicato stampa del 12.05.2024, apparso su ticinonews.ch