Parità?

di Agnese Strozzega, apparso su NOI!

Da qualche anno vengono applicati tagli pubblici al settore socio-sanitario. Queste misure intervengono in un momento in cui i bisogni si stanno al contrario intensificando, che sia nell’ambito della geriatria, della gioventù, della disabilità o della salute mentale. Per cercare di rispondervi malgrado le restrizioni, le organizzazioni attive nel settore sono pertanto costrette ad appellarsi in maniera più importante a donazioni. Persone abbienti, fondazioni e perché no aziende si faranno così carico di un compito che dovrebbe essere dell’ente pubblico. Questo già avviene in altri ambiti, a cominciare da quello sportivo, compreso infrastrutturale (basti pensare ai vari PalaRaiffeisen). Le persone con delle fragilità torneranno così ad essere concepite come dei poveri individui inermi che la generosità e la compassione borghesi potranno avere la soddisfazione di aiutare. A quando lo Spitex Novartis, il centro diurno Migros, la mensa scolastica Nestlé? Per quanto queste aziende possano starci simpatiche, quale sarà, in definitiva, la provenienza finanziaria? Quali ne saranno le implicazioni?
Continuiamo a difendere lo stato sociale prima che venga irrimediabilmente cancellato.