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Discorso Coordinamento donne della sinistra alla Manifestazione contro la violenza sulle donne
25.11.2023, Bellinzona

La violenza di genere colpisce tutte, ogni giorno e noi donne migranti lo sappiamo molto bene. La violenza di genere rappresenta una delle forme di violenza più diffuse al mondo che coinvolge individui, famiglie e intere comunità ed è frutto di dinamiche molto complesse. Colpisce tutte le donne, indistintamente. Ma spesso la violenza che coinvolge le donne migranti comporta una lettura del fenomeno molto più articolata poiché la vulnerabilità delle loro condizioni e del loro statuto, raddoppia.

Le donne scappano dalla violenza, la accompagna durante il loro viaggio verso un posto migliore, le accoglie quando raggiungono quel famoso posto migliore.

Lo stato e le reali necessità delle donne vittime di violenze in fuga dai loro paesi e che chiedono asilo sono ancora poco visibili. Quando le donne – che viaggiano anche sole – riescono aggiungere i paesi occidentali, subiscono spesso in altre forme l’inferno della violenza. Infatti, molte di loro continuano ad essere esposte al rischio di subire violenza anche nei paesi di accoglienza.

Le donne migranti prive di un regolare contratto di lavoro, sono maggiormente esposte a fenomeni di sfruttamento, tratta e schiavitù.

Secondo una ricerca realizzata dall’UNHCR (l’agenzia ONU per i rifugiati), le rifugiate sono le più colpite dalla violenza contro le donne rispetto a qualsiasi altra popolazione femminile nel mondo e quest’aspetto delle molteplici violenze subite dalle rifugiate durante tutto il loro viaggio, dalla partenza all’arrivo, non è mai messo sufficientemente in evidenza.

È perciò importantissimo garantire un accesso tempestivo a servizi adeguati sul territorio. Nessuna donna va lasciata sola. Nessuna donna va lasciata senza protezione.

Un piccolo passo nella protezione delle rifugiate in Svizzera è stato fatto nel 2020 accogliendo il postulato della consigliera nazionale Yvonne Feri che chiedeva al Consiglio federale di potenziare il sostegno specialistico nel settore dell’identificazione delle vittime e dell’assistenza alle rifugiate vittime di violenze nonché l’accesso a prestazioni psicosociali.

Un piccolo passo, dicevo, abbiamo bisogno di molta più protezione e quindi noi oggi rivendichiamo:

  • Asilo politico e massima protezione per le donne e le persone queer costrette a fuggire dal proprio paese a causa di violenze sessuali, sessiste e di genere e/o legate alla loro identità di genere e orientamento sessuale,
  • Accesso per tutte le vittime di violenze ai servizi specializzati e alle prestazioni d’aiuto alle vittime;
  • Un adeguato sostegno materiale, sanitario e legale, indipendentemente dal fatto che la violenza abbia avuto luogo in Svizzera o altrove.

Non lasciamole sole!

Interviene per noi: Gülsüm Demirci

 

Cogliamo l’occasione per ricordarvi il resoconto della serata “alle frontiere della violenza” del 1. dicembre 2021: coordonne.ch e l’articolo La legge quale strumento di violenza – Ricongiungimenti familiari e convenzione di Istanbul: La legge quale strumento di violenza