La Granconsigliera Lisa Boscolo per il gruppo PS, GISO, FA ha recentemente inoltrato un’interrogazione al Consiglio di Stato riguardante il grave fenomeno della diffusione non autorizzata di immagini intime online. Da un recente servizio RSI, che si ringrazia, risulta che nei forum internazionali in cui vengono condivise senza consenso foto intime sono finite pure donne ticinesi.
L’interrogazione mira a sollecitare un chiarimento e un intervento delle istituzioni.
Ecco il testo integrale dell’interrogazione:
Dopo la chiusura recente del gruppo facebook «mia moglie», in cui erano raccolte migliaia di immagini intime rubate di donne, Il 29 agosto 2025 la RSI ha riportato l’attenzione sul forum internazionale attivo dal 2005 con oltre 200’000 iscritti, nel quale venivano pubblicate immagini intime rubate di donne, anche del nostro Cantone. Tale vicenda conferma come anche il Ticino non sia esente da fenomeni di sextortion, sessismo online e violazione della privacy online, con gravi ripercussioni sulle vittime, in particolare tra le giovani. Forum e gruppi facebook dove le violenze non solo sono ammesse, ma incentivate, descritte, elogiate. Stupri digitali che hanno nel mirino mogli, partner e amiche.
A livello federale sono già attivi servizi e campagne di prevenzione, come la piattaforma ClickandStop, servizio contro la violenza sessuale su bambini e adolescenti o le iniziative di Protezione dell’infanzia Svizzera. In altre regioni del Paese vengono fatte delle campagne di sensibilizzazione e azione dalle autorità mentre nella Svizzera italiana non risulta ancora esserci un’offerta equivalente.
La repressione di queste forme di ricatto e diffusione di immagini senza consenso è stata rafforzata dal 1° luglio 2024. La divulgazione non autorizzata di contenuti a carattere sessuale (pornodivulgazione o revenge porn) è ora punibile, su denuncia della vittima (articolo 197a del Codice penale, CP).
Considerata la gravità del fenomeno e la sua crescente diffusione anche nel nostro Cantone, sottopongo al Consiglio di Stato le seguenti domande:
1. Quali azioni preventive sono attualmente attive in Ticino per contrastare la diffusione non consensuale di immagini intime e i fenomeni correlati (sextortion, revenge porn, ecc.)?
2. Esistono collaborazioni con associazioni per sensibilizzare i giovani e le famiglie a un uso consapevole e sicuro dei media digitali?
3. Sono previsti servizi o sportelli regionali di consulenza specifica per le vittime di tali fenomeni, oppure si intende svilupparli a livello intercantonale o federale?
4. Qual è la procedura attualmente seguita dalla Polizia cantonale in caso di denuncia e quali sono i canali di collaborazione con le piattaforme digitali per la rimozione rapida dei contenuti?
5. Il Consiglio di Stato intende promuovere, nel breve termine, campagne di sensibilizzazione e l’istituzione di strutture dedicate alla prevenzione e al sostegno alle vittime?
6. Cosa viene fatto a livello di scuola per prevenire il cyberbullismo, il sextortion, revenge porn?
7. In che forma viene promossa la cultura del consenso nei programmi scolastici?
Lisa Boscolo per il gruppo PS, GISO, FA

