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La relatrice, deputata PS e Vice Presidente del Gran Consiglio, si è soffermata in particolare sulla voce Cancelleria dello Stato, pari opportunità:

“Mi soffermo solo sulle pari opportunità, tema che per decisione del governo e del parlamento vuole essere trasversale, pur essendo di “competenza” della cancelleria dello stato. A differenza di altri cantoni che hanno un ufficio preposto, in Ticino si occupa di questo tema il Servizio per le pari opportunità della Cancelleria dello Stato. Le funzionarie che ne fanno parte, in questi anni hanno svolto un importante e non facile lavoro potendo contare su ben poche risorse e vanno per questo lodate. I passi fatti in questa direzione sono parecchi, ma siamo ancora in cammino.

Nel 2022 il Consiglio di Stato aveva approvato il Piano d’azione cantonale per le pari opportunità che ha definito per la prima volta un’adeguata strategia cantonale per il raggiungimento dell’uguaglianza di genere in Ticino. Tramite il documento, il Governo intendeva rafforzare il coordinamento delle azioni tese a promuovere le pari opportunità nella legislatura 2019-2023.

Il Piano d’azione è uno strumento strategico il cui obiettivo è quello di prevenire le discriminazioni di genere e promuovere l’uguaglianza di fatto come previsto dall’art. 8 cpv. 3 della Costituzione federale. L’elaborazione del documento è stata coordinata dal Servizio per le pari opportunità della Cancelleria dello Stato con la collaborazione dei membri del Gruppo di lavoro interdipartimentale per le pari opportunità nominato dal Consiglio di Stato, nonché di istituzioni, enti pubblici e privati, associazioni e organizzazioni interessate alla parità.

Essendomi occupata del tema nella passata legislatura rilevo con soddisfazione che nel periodo di nomina 2024-2027, la percentuale femminile nelle commissioni, i gruppi di lavoro e le rappresentanze presso enti di nomina dello stato supera per la prima volta il valore di riferimento, raggiungendo una quota del 31,4% (stato al 15 marzo 2024), crescendo di quasi 5 punti percentuali rispetto al periodo precedente (2019-2023).

Nonostante il dato mostri un aumento graduale della presenza femminile nel corso delle legislature, vi sono ancora delle disparità importanti se si analizzano i singoli Dipartimenti. I settori dove tradizionalmente troviamo un maggior numero di donne, come la sanità e l’educazione, sono gli stessi che superano il valore di riferimento, mentre l’economia e il territorio stentano tutt’ora ad avere un maggior equilibrio di genere.

In collaborazione con la Sezione delle risorse umane (SRU), anche la presenza femminile nelle posizioni dirigenziali viene annualmente monitorata. I dati mostrano che dal 2005 al 2023 la percentuale di donne con funzioni di quadro è passata dal 7,5% (27 donne su 362 funzionarie e funzionari dirigenti) al 23,6% (92 donne su 390 funzionarie e funzionari dirigenti). Nel 2022-2023 vi sono state complessivamente 67 nuove nomine a posizioni dirigenziali e che 23 di queste sono state attribuite a donne con ora una percentuale femminile del 34,3%.

Secondo il Bilancio, il Governo ha continuato l’opera di sensibilizzazione nel campo delle violazioni dell’integrità personale. Oltre ai corsi già attualmente impartiti ai funzionari e alle funzionarie dirigenti e alle persone neo-assunte, il Consiglio di Stato ha dato avvio al progetto di formazione dei quadri intermedi e dato avvio a azioni di prevenzione e sensibilizzazione per gli uffici o i servizi che ne fanno esplicita richiesta. L’offerta formativa è iniziata nel 2023 e proseguirà. Nel 2023 la SRU, in collaborazione con il Gruppo stop molestie ha continuato a formare sulle violazioni dell’integrità personale con 5 formazioni per neo-assunti/e, 3 per funzionari/e dirigenti, 11 per quadri intermedi e 14 per uffici e servizi cantonali che hanno manifestato delle esigenze specifiche) raggiungendo così 917 persone.

Cito infine le conclusioni dal Bilancio del Piano d’azione cantonale per le pari opportunità 2021-2023: «la violenza sulle donne ha profonde radici nella disparità tra i sessi all’interno della società ed è perpetuata da una cultura che tollera la violenza di genere. Per contrastare efficacemente e in maniera duratura il fenomeno è indispensabile che, contemporaneamente al Piano d’azione cantonale per le pari opportunità, siano messe in campo misure e iniziative di contrasto alla violenza nei confronti delle donne e alla violenza domestica. Allo stesso modo, la promozione dei diritti delle/dei bambine/i, la prevenzione della violenza nei confronti delle/dei minori e la protezione dell’infanzia e della gioventù, si intersecano con il Piano d’azione cantonale per le pari opportunità in quanto la decostruzione e il superamento degli stereotipi che riguardano il ruolo sociale di donne e uomini vanno promossi sin dalla prima infanzia per permettere alle bambine e ai bambini di crescere in maniera libera da modelli “femminili” e “maschili”».

Il PS-GISO-FA reputa importante nel prossimo quadriennio rafforzare il coordinamento interno di questi tre piani d’azione. Nella società ticinese l’uguaglianza tra uomo e donna non si è ancora concretizzata. Tra le disparità di genere che continuano a esistere ci sono i maggiori ostacoli per le donne nello svolgimento dell’attività professionale, la ripartizione non egualitaria tra i generi del lavoro remunerato e non remunerato e la sotto- rappresentanza femminile in politica e ai vertici.”

L’intervento integrale: CAN-DI-InterventoCo2023-PS-GISO_FA

Il consuntivo 2023: Consuntivo cantonale 2023