Femminismo

di Gina La Mantia, copresidente di Faftplus, intervistata da Vittoria De Feo su LaRegione del 20 agosto 2026 (pagina 3 – Una morte e tanti perché – si attende l’autopsia, in relazione al ritrovamento del corpo della 52enne a Melide))

«La violenza è più vicina di quanto non si pensi. Ci concerne tutte e tutti e bisogna prenderne atto». Gina La Mantia, copresidente della Federazione associazioni femminili Ticino (Faftplus), riflette su un fenomeno, quello della violenza di genere e domestica, che tocca la società a tutti i livelli. Ed è proprio la violenza verso le donne che ha caratterizzato sin dall’inizio la vicenda che ha portato alle dimissioni di Zali, in particolare per quanto concerne le registrazioni telefoniche in cui il leghista suggerisce alla sua interlocutrice di picchiare un’altra donna che lui stesso avrebbe già “pestato”. E la violenza, non va dimenticato, porta con sé tutta una serie di conseguenze, che non sempre vengono riconosciute. «Quando si vivono situazioni di violenza – osserva La Mantia – c’è sempre il forte rischio di una violenza secondaria. Una volta che decidono di denunciare, le vittime vengono infatti spesso sottoposte a una sorta di scrutinio che mette in dubbio il loro vissuto. Si ritrovano quindi a doversi spiegare e giustificare sul perché sono rimaste con l’aggressore o sulle tempistiche della denuncia. Colpevolizzare o sminuire l’esperienza delle vittime è un trauma aggiuntivo che sposta la colpa dall’aggressore. Non è quindi la vittima, che dovrebbe avere tutto il diritto di cercare e ricevere protezione, a dover dare delle spiegazioni, ma dovrebbe essere l’autore». Per questo la copresidente di Faftplus tiene a sottolineare come «la violenza esista purtroppo ovunque nella nostra società e non tocca solo gli altri, ma tutti noi». Società che, evidenzia, «va coinvolta a ogni livello, passando dai luoghi sensibili, come le farmacie, i pronto soccorso, gli studi medici, le scuole, ma anche dalla popolazione tutta». Tra le misure recentemente introdotte che permettono di accedere a informazioni aggiuntive, porre domande ed essere indirizzati verso organizzazioni specializzate, l’attivazione in maggio del numero unico nazionale di prevenzione, il 142, per l’aiuto alle vittime. «È un numero che dovremmo conoscere tutti e a cui ci si può rivolgere non solo come vittime, ma anche come testimoni o semplici cittadini».