Nuove nomine e Strategia Parità 2030

Nuove nomine e Strategia Parità 2030

Si è tenuta sabato 25 settembre presso la sala eventi del Ristorante Millefiori a Giubiasco l’Assemblea straordinaria del Coordinamento donne della sinistra per il rinnovo della Co-presidenza e del Comitato. Oltre a questo tema si è discusso della Strategia Parità 2030: la prima strategia nazionale per la parità tra donne e uomini adottata dal Consiglio federale a fine aprile 2021.

Durante l’Assemblea è stato eletto il nuovo comitato, composto da Ornella Buletti, Elisabetta Colombo, Cristina Gardenghi, Lorena Gianolli, Gina La Mantia, Nancy Lunghi, Giulia Petralli, Agnese Strozzega, e come co-presidenti è stata confermata Lisa Boscolo, affiancata da Gülsüm Demirci.

Con Gina La Mantia (segretaria delle Donne socialiste svizzere e deputata in Granconsiglio per il PS), si è poi approfondita la Strategia Parità 2030: la prima strategia nazionale per raggiungere la parità tra donne e uomini, adottata dal Consiglio federale in data 28 aprile 2021. Il documento, pubblicato in francese e tedesco, si focalizza su quattro temi: la promozione della parità nella vita professionale, il miglioramento della conciliabilità tra famiglia e lavoro, la prevenzione della violenza e la lotta alla discriminazione. Per i quattro campi d’azione sono state formulate delle misure prioritarie e a livello di tempistiche lo scopo del Consiglio federale è di stilare un piano di provvedimenti concreto e dettagliato entro la fine del 2021 e un primo bilancio a fine 2025.

Dalla discussione è emerso che la Strategia Parità 2030 è certamente un punto di partenza, che finalmente, dopo diverse lotte e a 50 anni dal suffragio femminile in Svizzera, arriva sul tavolo del Consiglio federale, ma rimane a nostro avviso un documento poco coraggioso, che in diversi ambiti si limita a misure già decise e in parte già implementate, così come a misure per favorire soprattutto le donne con alti salari e il loro accesso alle posizioni dirigenziali. Non viene invece considerata l’importante problematica del mancato riconoscimento del lavoro di care e delle altre professioni “tipicamente femminili”, come non si parla di una strategia nazionale coraggiosa per le strutture d’accoglienza extra-familiari e dei nidi d’infanzia. Rimane anche inaccettabile la proposta di aumento dell’età pensionabile delle donne “per migliorare la loro situazione pensionistica”. Per la definizione della strategia e delle misure, troviamo che il concetto di parità sia ancora prevalentemente binario e non tenga abbastanza conto delle diverse minoranze (persone migranti, disabili, ecc.). Inoltre, questo documento non tiene per nulla conto delle differenze sociali presenti nella nostra società. Un discorso femminista dovrebbe infatti tenere in considerazione anche le origini economiche delle persone e trovare misure che mirino anche alla parità economico-sociale, considerando il fatto che chi si trova in una situazione di povertà ha ben altre necessità e rivendicazioni rispetto a chi è benestante.

Per il raggiungimento della parità in Svizzera c’è ancora molto da fare e serve a nostro avviso una strategia più coraggiosa, meno classista e più intersezionale, con misure che siano concrete anche dal punto di vista della loro attuazione.

Tra i temi sui quali il Comitato si focalizzerà nei prossimi mesi sarà senz’altro presente il dibattito riguardante la riforma AVS 2021, in particolare per la questione dell’innalzamento dell’età pensionabile per le donne e delle rendite pensionistiche. Inoltre, delle riflessioni saranno anche da fare riguardo alla spaccatura sociale che si sta creando a seguito delle misure per il contenimento della pandemia da Covid-19.

 

→ Presentazione di Gina La Mantia: Strategia Parità 2030

 

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