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Arrivederci Lugano bella
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Arrivederci Lugano bella
di Lidia Menapace
Mi piacerebbe che  fosse  arrivederci, davvero.

Sono stata a Lugano il 15 giugno per una iniziativa che celebrava il 20° anniversario della fondazione della Associazione delle Donne di sinistra del Canton Ticino; ero molto interessata a tornare a Lugano, dove ero stata molti anni  fa e che ha per me sempre un sapore di memorie care, sia della Resistenza, quando la Svizzera sfidando Hitler fu  molto ospitale verso chi doveva fuggire per  sottrarsi alle torture e carcerazioni nazifasciste, ed era stata anche prima un porto sicuro per il mio futuro cognato, un trentino  antifascista che laureatosi alla Cattolica  di Milano, era espatriato, perchè non voleva  iscriversi al fascio, come era necessario per accedere  a qualsiasi impiego pubblico. A Lugano visse a lungo (una ventina d´anni) insegnando al Liceo di Ascona , sposando una ticinese, e facendo il giornalista per radio Monteceneri, che gli antifascisti del nord sentivano  di nascosto, e anche lavorando a una rivista intitolata "Il Cantonetto", che ancora esce.

 

Arrivo a Lugano con un po´  di ritardo e tutti i viaggiatori  italiani non nascondono una certa soddisfazione  per "un treno svizzero in ritardo!". Mi attende Sonja e ci avviamo ; mi  trasformo subito in un  "fagotto", dopo aver spiegato che  il mio massimo desiderio quando arrivo in un posto è quello: mi affido e ciò  mi solleva dal pensare a orari e indirizzi e telefonate, chi ha organizzato mi deve solo pilotare qui e lì , e  tutto ciò è riposante. Il tempo è bello e molto mite, la città  assai bella, la casa dei  compagni che  mi ospitano  proprio  gradevole e comoda, anche  il luogo dove si tiene il  convegno, un circolo comunale con  ampio parco , attrezzature per teatro, sosta e gioco: nemmeno  Bolzano ha  nulla di simile,voglio dire così ampio bello rispettato e disponibile. 

 

Quando si incomincia, puntuali ma senza fretta, con grande agio e voglia di godersi l´occasione, chi ha organizzato racconta come la cosa si è formata, e che hanno voluto rivolgere a molte donne dell´associazione una domanda su una parola e molte  hanno risposto brevemente, donne giovani  e meno , ticinesi  e anche immigrate, integratissime, individuatissme, non assimilate insomma.  Ciò ha prodotto un bel volumetto di parole e risposte, mi trovo   a perfetto agio, riscontro un  feeling immediato, il femminismo è davvero un linguaggio politico, comunicativo , ci si intende a battute, cenni, allusioni, una festa. 

 

La democrazia federale svizzera merita di essere studiata e imitata, presa ad esempio  in molte cose, soprattutto nei suoi aspetti cantonali. Il governo federale  è più sostanzialmente  capitalistico-finanziario  e anche molto tranchant  nella sua indiscussa appartenenza, ma la democrazia dei cantoni sembra molto più vivibile, flessibile, rigorosa, ma non solo formale. Insomma mi piacerebbe  che facessimo confronti e analisi. Adesso  che qui da noi  le regioni, anche quelle a statuto speciale sono sotto tiro, e  non si sa bene che cosa accadrà , sarebbe una vera  cura ricostituente. forse , arrivederci dunque.

 

 

  Lidia
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