Rassegna stampa

La Costituzione svizzera indica che le rendite dell’assicurazione vecchiaia, superstiti e invalidità AVS devono coprire adeguatamente il fabbisogno vitale. Oggi questo non è il caso.

I contrari all’iniziativa per la 13ma AVS su cui voteremo il 3 marzo affermano che chi non è in grado di provvedere al proprio sostentamento ha diritto alle prestazioni complementari (PC), per cui non sarebbe necessario un aumento delle rendite.

Ma sappiamo bene che questo tipo di prestazioni integrative dipende molto dalla situazione finanziaria dell’ente pubblico e dalle sensibilità politiche del momento: basti pensare alla riduzione dei premi di cassa malattia su cui ogni anno si vuole risparmiare, agli assegni integrativi per famiglie con figli minorenni sottoposti a più revisioni, ecc. Anche le prestazioni complementari oggi sono sotto forte pressione.

Con l’accettazione dell’iniziativa per una 13ma AVS aumenterebbero le rendite AVS, garantendo un’entrata più sicura, in quanto prestazione assicurativa meno esposta a variazioni a dipendenza della situazione finanziaria dell’ente pubblico.

Aggiungo che l’AVS è finanziata secondo il cosiddetto principio di ripartizione: le rendite dei pensionati vengono finanziate con i contributi degli attivi (e in parte minore con un contributo della Confederazione e una piccola percentuale dell’IVA, cioè di tutti e tutte). E’ quindi meno soggetta alle fluttuazioni dei mercati finanziari e più sicura delle rendite di cassa pensione o di terzo pilastro, oltre che molto meno costosa (cfr. il contributo di Delta Geiler Caroli su naufraghi.ch del 6.9.2022) (che si trova anche qui: AVS21: quello che non si dice).

L’invito è quindi di votare sì al rafforzamento dell’AVS, per i pensionati di oggi e quelli di domani.

Rosemarie Weibel, Massagno

Articolo apparso sul Corriere del Ticino dell’8.2.2024