“Il Consiglio di Stato intende accogliere la mozione ai sensi dei considerandi, pianificando la realizzazione di un piano d’azione sulla base dei risultati scaturiti dai progetti in corso”, intendendo come risultati i dati relativi alla riedizione aggiornata dell’opuscolo statistico Le Cifre della parità e l’analisi che scaturirà dal Bilancio di genere in fase di realizzazione.

Milena Garobbio e confirmatari avevano presentato la mozione per chiedere l’adozione a livello cantonale di un Piano d’azione della parità, primo punto dell’Agenda politica per le pari opportunità a cui abbiamo collaborato alla redazione come Coordinamento nell’ambito del Forum 54 donne elettrici.

Il Piano d’azione è un progetto di sviluppo importante per il Cantone e vigileremo affinché venga attuato. La parità non può essere negoziata ed è condizione per lo sviluppo sociale, economico e culturale del Ticino.

Cos’è un Piano d’azione per la parità?

Un piano d’azione cantonale ha lo scopo di definire la politica delle pari opportunità per gli anni a venire. Uno strumento che va ben oltre una dichiarazione d’intenti, ma fissa concretamente degli obiettivi e delle misure per raggiungerli. Presuppone un consenso condiviso e implica un lavoro di concertazione fra vari dipartimenti e una stretta collaborazione con tutti gli attori coinvolti. Nel ciclo delle politiche pubbliche descritto da Knoepfel (2006), il piano d’azione è definito come l’«insieme delle decisioni di pianificazione considerate necessarie alla produzione coordinata e mirata di prestazioni amministrative”.

Adottare un Piano d’azione cantonale permette una migliore coordinazione di intervento, l’assunzione di responsabilità dell’ente pubblico, un messaggio chiaro e coerente all’indirizzo dell’amministrazione e del mondo del lavoro a livello privato.