di Agnese Strozzega, apparso su NOI! di marzo 2026
Recentemente, esponenti di vari partiti di centro e di destra hanno inoltrato un’interrogazione al Consiglio di Stato a proposito di uno spettacolo andato in scena presso una sede di scuola elementare per le classi 4a e 5a. Neanche a dirlo, lo spettacolo parla di genere in un’ottica di superamento degli stereotipi. Un modo ludico per affrontare aspetti delicati che è molto importante tematizzare in quella fascia d’età.
Le e gli interroganti ritengono inopportuni tali contenuti e chiedono se il linguaggio utilizzato sia appropriato al contesto. Sembra ad esempio che la protagonista venga schernita in quanto priva di « pisello » e che per farlo le si mostri il segno della L di « loser » (perdente).
Il fatto è che gli innocenti fanciulli di 9 anni parlano proprio così, tendono a categorizzare i generi, a deridere l’omosessualità e si interessano particolarmente agli organi genitali.
Quindi, in risposta a queste e questi parlamentari, sì, è un linguaggio appropriato.
Questo spettacolo sembra un adeguato strumento didattico educativo e di prevenzione in un’età sensibile. Le scuole dovrebbero essere incoraggiate a inserire nel loro programma temi fondamentali come questi.
Per approfondire:
Pìnolo è uno spettacolo dove, attraverso l’unione del linguaggio del teatro e quello della danza, si racconta la fiaba di una bambina che desidera andare oltre gli stereotipi di genere, scoprendo e mostrando la sua parte maschile senza vergogna: Pinolo, Ruotalibera Teatro
Interrogazione 22.26 del 24.02.2026: ti.ch/parlamento
Vedi anche Diario scolastico della Svizzera italiana – Presa di posizione collettiva e interassociativa

