Rassegna stampa
Di Agnese Strozzega, Coordinamento donne di sinistra, laRegione, 01 settembre 2026

Recentemente, il sindaco di Lugano si è espresso sulla violenza nello spazio pubblico, in seguito a due vicende gravi di accoltellamenti in centro città nello spazio di pochi giorni. Parte della sua analisi attribuiva questo tipo di comportamenti a culture straniere, a motivo che tra le persone coinvolte, nessuna era in possesso della nazionalità svizzera.

In entrambi i casi, però, gli accoltellatori, malgrado l’assenza di passaporto rossocrociato, erano “di qui” e il fatto che molte persone che vivono sul territorio siano “straniere” ha sicuramente a che fare con politiche restrittive in materia di attribuzione della cittadinanza. Concordo che si tratta anche di una questione di “cultura”, ma nel senso di socializzazione. Molto prima dell’origine geografica, ad accomunare la stragrande maggioranza degli episodi di violenza è un elemento che passa quasi inosservato talmente “va da sé”: il genere. Gli autori di violenza (in tutte le sue varie forme) sono molto spesso uomini.

Ed è questa la “cultura” sulla quale occorre intervenire con urgenza: quella che tocca un individuo su due. Valori quali il potere, la rivalità, il possesso conducono a sentimenti quali la gelosia, la rabbia, l’odio. Queste sono emozioni che a loro volta possono portare ad azioni aggressive. È necessario coltivare e promuovere, tra i giovani ragazzi in particolare, nella popolazione maschile in generale, ma anche presso le donne e la società nella sua globalità, un’attitudine all’apertura, al dialogo e alla collaborazione. Un tale spirito non induce certo a girare con un coltello in tasca.