Sono femminista, per amore di tutte/-i e non per odio di qualcuna/-o!

Sono femminista, per amore di tutte/-i e non per odio di qualcuna/-o!

Il 14 giugno si avvicina e sempre di più si sente parlare dello sciopero femminista. Un aggettivo quest’ultimo che spesso però viene frainteso o malusato e che merita quindi qualche chiarimento. Essere femminista, infatti, non significa né odiare gli uomini, né ritenerli inferiori rispetto alle donne. Tutt’altro, essere femminista significa volere una società in cui ogni individuo indipendentemente dalle sue caratteristiche (intese come sesso o genere, ma pure etnia, aspetto, età, ecc.) abbia gli stessi diritti e non subisca alcun tipo di discriminazione. Una società femminista è infatti una società solidale, senza razzismo, senza sessismo, senza omofobia, né transfobia.

Uno sciopero femminista è necessario quindi anche in Svizzera perché, nonostante le lotte e le leggi, sussistono ancora oggi tutta una serie di discriminazioni, di genere e non solo, sia a livello economico, che politico e sociale. Discriminazioni che in quanto tali svantaggiano non solo le singole donne e i singoli uomini, ma tutta la società. Limitando le azioni di donne e uomini per pura diversità di sesso, genere, etnia, aspetto, età, ecc. si perdono infatti importanti risorse umane. Perché non sono queste differenze a determinare se un individuo è un bravo lavoratore, genitore o politico, ma bensì le sue capacità e preferenze personali.

Soprattutto in uno stato come il nostro che sancisce nella sua Costituzione i Diritti dell’Uomo come fondamentali non è ammissibile che il sesso o altre caratteristiche di una persona la limitino nelle sue scelte e azioni. Per la libertà di tutte/-i nel rispetto di ciascuno/-a dobbiamo quindi essere tutte/-i femministe/-i!

Nancy Lunghi

Co-presidente Coordinamento donne della sinistra

Apparso sul Corriere del Ticino del 18.05.2019

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