Stessi diritti per mamma e papà

Stessi diritti per mamma e papà

Di recente, grazie all’iniziativa “Per un congedo di paternità ragionevole – a favore di tutta la famiglia” depositata più di un anno fa e che chiede un congedo lavorativo di quattro settimane per i papà, a Berna si è tornato a discutere di congedo parentale. Un ambito di politica famigliare per il quale la Svizzera (paese nella top ten dei PIL pro capite) risulta in fondo alla classifica dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE), davanti solo a Messico e USA. I paesi dell’OCSE concedono infatti in media 54 settimane di congedo parentale da ripartire tra madre e padre. Il nostro paese, invece, dal 2015 non riesce che a prevedere un congedo lavorativo di 14 settimane, indennizzato all’80% del reddito salariale e solo per le madri; mentre il congedo paternità non è disciplinato da alcuna legge federale! Davanti a queste cifre l’iniziativa sopracitata non sembrerebbe quindi che una misura minima da concedere ai papà. Eppure, a Berna l’iniziativa non è riuscita ad ottenere subito un’approvazione e la Commissione della sicurezza sociale e della sanità del Consiglio degli Stati (CSSS-S) propone ora come controprogetto un compromesso di sole due settimane di congedo paternità, anch’esso tra l’altro fortemente fronteggiato dai membri UDC e PLR della stessa commissione. A causare queste discussioni è il fatto che un congedo paternità comporterebbe costi e problemi organizzativi per le imprese. Verrebbe quindi da pensare che per certi politici il bene delle imprese (o forse il proprio interesse) sia più prezioso di una politica paritaria. Una politica, cioè, che conceda alle donne e agli uomini del nostro paese le stesse opportunità, non solo in ambito lavorativo, ma anche familiare. E un elemento fondamentale per raggiungere tale scopo è appunto l’introduzione di un giusto congedo parentale, usufruibile equamente sia dalle mamme che dai papà e indipendentemente dal fatto che siano i genitori biologici o adottivi. A confermare ciò è anche un’analisi della Commissione federale di coordinamento per le questioni familiari (COFF), che in base ai suoi studi, da diversi anni consiglia l’adozione di un modello di congedo parentale di 38 settimane. I vantaggi di un congedo parentale sono molteplici e cominciano a essere compresi anche da aziende e istituzioni private e pubbliche, che di loro spontanea iniziativa concedono già diversi giorni di congedo ai neo-papà (a livello regionale, si pensi ai 20 giorni concessi dai Comuni di Bellinzona, Castel San Pietro e Stabio). L’introduzione di un congedo parentale, permettendo alle donne di partecipare maggiormente al mercato del lavoro e agli uomini di prendersi cura dei propri figli, contribuisce infatti al miglioramento delle pari opportunità e favorisce un sano sviluppo familiare, portando così effetti positivi all’intera economia e società. Le spese da sostenere non dovrebbero dunque essere viste unicamente come dei costi, bensì̀ come degli investimenti sociali. I figli non sono una mera questione privata, ma il loro benessere e quello dei genitori dovrebbero interessare l’intera società!

Nancy Lunghi
Co-presidente Coordinamento donne della sinistra

Articolo apparso sul CdT del 19.12.2018

 


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