Mozione: Carta etica per prevenire e gestire comportamenti violenti e/o sessisti nell’ambito culturale e sportivo
La Svizzera, avendo adottato nel 2017 la Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica (Convenzione di Istanbul), si è impegnata – insieme a Cantoni e Comuni – a definire e attuare misure concrete in questo ambito a partire dal 2022. Di recente, la consigliera federale Elisabeth Baume-Schneider ha inoltre lanciato una campagna nazionale di prevenzione contro la violenza domestica, sessuale e di genere dal titolo «L’uguaglianza previene la violenza», che verrà ripetuta anche negli anni futuri.
Il Canton Ticino ha adottato dal 2021 un piano d’azione cantonale sulla violenza domestica, basato sui quattro assi della Convenzione di Istanbul: Prevenzione, Protezione, Perseguimento e Politiche coordinate. A questo strumento si aggiunge il più recente Programma cantonale di promozione dei diritti, prevenzione della violenza e protezione di bambini e giovani (2025–2028). Le istituzioni stanno dunque sviluppando, in modo coordinato, un piano concreto per prevenire la violenza di genere, una problematica sociale purtroppo ancora molto diffusa e con diverse sfumature come le molestie sul suolo pubblico.
Con questa mozione si propone di intervenire in un settore della società che può dare un contributo significativo alla cultura del rispetto e della parità di genere: il settore artistico e culturale ticinese. Numerose realtà in Ticino stanno già adottando misure per prevenire comportamenti violenti e sessisti, dimostrando così la volontà del settore di partecipare attivamente alle politiche di contrasto alla violenza di genere.
Nell’ambito sportivo a livello svizzero nel corso del 2025 L’UFSPO e Swiss Olympic, l’organizzazione mantello dello sport svizzero, hanno elaborato strumenti orientativi a favore di uno sport rispettoso dei valori etici, uno di questi è proprio l’adozione della carta etica[1]. Anche il Cantone Ticino può prendere spunto e promuovere un quadro coerente e coordinato.
La mozione chiede quindi al Consiglio di Stato – in particolare al DECS– di sviluppare delle linee guida per la creazione di una carta etica volta a prevenire e gestire comportamenti violenti e sessisti nell’ambito artistico-culturale e sportivo. Tali linee guida dovranno essere chiare e facilmente applicabili, permettendo alle realtà del settore di adottare carte etiche personalizzate (ad esempio: «Questo evento non accetta comportamenti sessisti»), di diffonderle durante gli eventi e di predisporre un care team formato, al quale chiunque possa rivolgersi in caso di necessità (situazioni di stress, molestie, attacchi di panico, vulnerabilità).
Le linee guida potranno essere utili per:
- stabilimenti o strutture pubbliche che ospitano eventi festivi e/o culturali, notturni e non: bar, club, caffè/ristoranti, sale da concerto, teatri, luoghi di cultura alternativa, spazi di svago e altri;
- festival;
- carnevali;
- eventi sportivi
- feste giovanili (ad esempio nei centri giovanili);
- eventi privati.
Il DECS potrà valutare se rendere l’attuazione della carta etica e del dispositivo di sicurezza e prevenzione obbligaotrio in taluni eventi.
Nella Svizzera romanda esiste l’associazione 1700[2], che ha sviluppato una carta etica chiara e sottoscrivibile tramite condizioni definite. A livello europeo sono inoltre state introdotte collaborazioni tra gerenti di bar/locali notturni e polizia per sostenere le persone vittime di molestie: in questi luoghi è previsto l’utilizzo di una parola in codice – come «C’è Luisa?» o «C’è Aretha?» – che attiva automaticamente un protocollo di messa in sicurezza della persona coinvolta.
Il Canton Valais ha sviluppato dal 2023 una campagna di sensibilizzazione per prevenire le molestie negli spazi pubblici, successivamente ampliata alle manifestazioni carnevalesche.
Lausanne ha avviato un partenariato con The Sorority[3] per combattere le molestie sul suolo pubblico.
In Ticino, alcuni festival hanno già adottato linee guida proprie e istituito un care team dedicato, come «Crampi al cuore» a Locarno, «Facciamo la corte» a Muzzano e «DollsOnTheBlock».
Il settore culturale può dunque svolgere un ruolo importante nella lotta contro la violenza di genere. Gli esempi a livello nazionale ed europeo lo dimostrano, e anche il Canton Ticino può ora sviluppare delle linee guida coordinate a beneficio dell’intero territorio.
Lisa Boscolo
Giulia Petralli
Cristina Zanini Barzaghi
Beppe Savary-Borioli
Simona Buri
Maura Mossi Nembrini
Massimo Mobiglia
Roberta Passardi
Simona Genini
Matteo Buzzi
Tamara Merlo
Matteo Pronzini
Roberta Soldati
[1] https://www.baspo.admin.ch/it/i-nove-principi-della-carta-etica
[2] [2] https://milleseptsans.ch/
[3] https://www.lausanne.ch/apps/actualites/index.php?actu_id=80040
Immagine della campagna nazionale www.senza-violenza.ch

