Parlamento

Di Lisa Boscolo, depu­tata Ps in Gran Con­si­glio
laRegione, 12 giu 2026

Un anno fa, in occa­sione della seduta di ana­lisi del con­sun­tivo, il con­si­gliere di Stato Zali mi aveva rispo­sto che nelle com­mis­sioni con­sul­tive scien­ti­fi­che le donne non ci sono per­ché «le tema­ti­che sono con­si­de­rate troppo noiose per loro». Una rispo­sta evi­den­te­mente ses­si­sta e sem­pli­ci­stica a un pro­blema strut­tu­rale. Stavo ana­liz­zando i dati rela­tivi alla rap­pre­sen­tanza di genere nelle com­mis­sioni con­sul­tive del Governo e nei vari gruppi di lavoro. Volevo sapere se il Governo fosse con­sa­pe­vole della scarsa pre­senza fem­mi­nile, o addi­rit­tura della sua totale assenza in alcuni casi. A un anno da quella rispo­sta, in occa­sione dell’ana­lisi e della discus­sione dei dati del con­sun­tivo 2025 del Can­tone, sono andata a veri­fi­care – senza troppe spe­ranze – se gli equi­li­bri nella rap­pre­sen­tanza fem­mi­nile fos­sero cam­biati. Ho ana­liz­zato l’elenco delle com­mis­sioni con­sul­tive e dei gruppi di lavoro per­ma­nenti di com­pe­tenza della Can­cel­le­ria. Nelle circa 100 com­mis­sioni e gruppi di lavoro per­ma­nenti, sol­tanto il 30% dei nomi­na­tivi è costi­tuito da donne, men­tre il 70% è com­po­sto da uomini. Un dise­qui­li­brio netto. In molte com­mis­sioni, in par­ti­co­lare nei set­tori del Di, del Dt e del Dfe, le donne sono net­ta­mente mino­ri­ta­rie o com­ple­ta­mente assenti. La situa­zione è leg­ger­mente migliore nel Dss e nel Decs. Nei gruppi di lavoro che si occu­pano di enti locali, la pre­senza fem­mi­nile è molto ridotta o del tutto assente. Ciò riflette, almeno in parte, la scarsa pre­senza delle donne negli Ese­cu­tivi comu­nali.

Nei gruppi inter­di­par­ti­men­tali, dove sie­dono rap­pre­sen­tanti della stessa ammi­ni­stra­zione can­to­nale, la situa­zione non è molto diversa. Spesso la rap­pre­sen­tanza è pre­va­len­te­mente maschile, anche per­ché le fun­zioni diri­gen­ziali e i ruoli qua­dro con­ti­nuano a essere occu­pati in larga misura da uomini. Le donne com­pe­tenti e qua­li­fi­cate esi­stono anche in Ticino, com­presi gli ambiti scien­ti­fici e tec­nici: vanno cer­cate, coin­volte e valo­riz­zate mag­gior­mente. Azioni di ricerca che la mag­gio­ranza del Governo non intende fare. Per­si­stono infatti dispa­rità sala­riali, osta­coli nell’accesso al lavoro retri­buito, una distri­bu­zione ine­guale del lavoro remu­ne­rato e di cura, oltre alla per­si­stente sot­to­rap­pre­sen­ta­zione fem­mi­nile nei luo­ghi deci­sio­nali, in poli­tica e, come illu­strato, nelle com­mis­sioni. Aumen­tare la pre­senza fem­mi­nile signi­fica valo­riz­zare le com­pe­tenze pre­senti nel nostro can­tone, con­tra­stare gli ste­reo­tipi di genere e garan­tire una rap­pre­sen­tanza più demo­cra­tica ed equi­li­brata. Siamo nel 2026, a trent’anni dall’entrata in vigore della Legge fede­rale sulla parità, e con­ti­nuiamo a con­sta­tare quanto la strada verso una parità effet­tiva sia ancora lunga. Per que­sti motivi vi invito a par­te­ci­pare alla Gior­nata fem­mi­ni­sta del 14 giu­gno, que­sta dome­nica, a Villa Argen­tina di Men­dri­sio e, come me, a impe­gnarvi nella lotta per il rag­giun­gi­mento di una reale parità tra donne e uomini.