di Mara Dal Mas, coordinamento donne della sinistra, su laRegione del 28 maggio 2026
Non c’è nulla di “personale” nel dolore ai denti quando il prezzo della cura supera il reddito del mese. In Ticino, dove oltre il 90% dei costi dentari grava direttamente sulle famiglie, la rinuncia o il rinvio delle cure non è un’eccezione: è una struttura che seleziona chi può sorridere senza debiti e chi no. Questo divario, ancora una volta, tocca particolarmente le donne, che compongono la maggioranza delle famiglie monoparentali. Redditi più bassi, carichi di cura non retribuiti, meno riserve per spese impreviste. Quando una fattura da 2’500 franchi equivale a un crollo del budget familiare, la scelta tra carie del figlio e affitto diventa una trappola morale che una società giusta non può tollerare.
I numeri lo confermano: nel 2024 il 5% degli svizzeri ha rinunciato alle cure dentarie per ragioni economiche; il doppio della media europea. Se includiamo chi rimanda, sceglie cure più economiche o evita i controlli, arriviamo a quasi una persona su tre, con il Ticino messo peggio della media nazionale. L’iniziativa “Per il rimborso delle cure dentarie” propone un principio semplice in Costituzione: la salute orale è un diritto. Un’assicurazione pubblica, sul modello AVS, con contributi proporzionali al reddito e paritetici tra lavoratori e datori di lavoro, più il sostegno dello Stato per chi non è attivo, significa redistribuire una spesa già esistente in modo equo, promuovere prevenzione e accesso precoce, proteggere anche le famiglie monoparentali e tutte le persone che vivono situazioni di difficoltà economiche, senza umiliarle con eccezioni e cavilli. Il 14 giugno, dire Sì è garantire a tutte e tutti una salute orale degna di una società moderna, ed è evitare che i costi esplodano più tardi, quando il dolore è già sistema.

